Tra i fabbricati di Corte spicca la singolare monumentalità del palazzo di via Villa; un edificio, del XVIII secolo, che conserva nel suo fascino tutta la misteriosa storia che lo avvolge.
Curioso è l’ingresso rialzato da via Villa, alle spalle della facciata principale, soluzione non comune nel panorama tipologico del Padovano; è altrettanto singolare la collocazione, in un basso piano terra , di locali accessori (cantine, depositi, ecc.) al di sotto del piano abitativo; netta è pure la separazione del corpo residenziale principale al rustico riservato alla stalla ed al fienile, anch’esso in posizione insolita.
Nello spazio che separa i due volumi edilizi si apre l’ampio accesso carraio, chiuso da una robusta e larga cancellata. La presenza di altri corpi adiacenti fa inoltre pensare alla contemporanea dimora di altre famiglie.
Un’ultima annotazione va fatta in merito al disegno architettonico nel nostro stabile; chi diede vita alla costruzione del fabbricato si preoccupò di ricavare spazi e ambienti idonei ad ospitare persone e ricoverare prodotti agricoli anziché esaltare con decorazioni e abbellimenti inutili l’edificio di campagna.
Due scelte oculate e lungimiranti, nei  materiali e nella tecnica costruttiva, che ben spiegano il discreto stato in cui si conserva il nostro palazzo nonostante il deprecabile abbandono subito negli  ultimi decenni.

A CURA DI: VALENTINA BATISTELLO
TRATTO DAL LIBRO DI CORTE BONA ET OPTIMA VILLA DEL PADOVANO
ARTICOLO DI: CLAUDIO GRANDIS