Attorno al 1580 i presidenti del Piovado di Sacco inviarono al Governo veneto petizioni affinché fosse posto rimedio alla situazione di perdurante calamità.
Nel 1608 il Governo Veneto autorizzò la costruzione delle botti a sifone sottopassanti il Brenta a Corte, consentendo così lo smaltimento in laguna delle acque raccolte dal Fiumicello.
La botte a sifone di Corte, che misura metri 160,75, è stata eseguita in tre tempi. La parte centrale è stata realizzata nel 1608 dalla Repubblica veneta, i prolungamenti furono attuati dallo Stato italiano in due tempi: quello a monte nel 1888 e quello a valle nel 1891.
La botte a sifone di Corte, costruita in muratura di laterizio, è costituita da tre canne poggianti su una platea continua della larghezza di circa 10.00 metri, comunicanti tra loro attraverso due modesti fori delle dimensioni di cm. 12 x 10.
Lo spessore della muratura costituente i piedritti e la volta, a tutto sesto, delle canne è di cm. 50, la sezione di ciascuna canna, in mezzeria, è di metri 2,05 di base per un’altezza, in chiave, di metri 1,72.
Come tutte le vecchie botti, anche quella di Corte era priva dei due mandracchi con chiaviche di testata, indispensabili per poter intercettare eventuali percolazioni del fiume entro le canne

A CURA DI: SOFIA BELTRAMIN
TRATTO DAL LIBRO DI CORTE BONA ET OPTIMA VILLA DEL PADOVANO
ARTICOLO DI: GIANNINO DOARDO