PASQUA! C'era una volta il proverbio: "Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi!" Questa Pasqua del 2020 passerà alla storia del mondo, dell'Italia e di noi tutti. La pandemia provocata dal coronavirus 19 sta provocando grandi sofferenze in tutte le nazioni: per ora 100 mila morti, un milione di contagiati, piccole e grandi imprese che sono state costrette temporaneamente a chiudere, nella speranza di poter ripartire, difficoltà in tante famiglie di provvedere al cibo, personale sanitario che muore in servizio. I nostri paesi sono diventati deserti: scuole chiuse, chiese chiuse anche se aperte, negozi chiusi, strade quasi vuote, campi da gioco e palestre chiusi. Aperti solo gli esercizi essenziali: supermercati, farmacie , fabbriche indispensabili e... gli ospedali.

Mi domando: con queste premesse, come possiamo celebrare la festa della Pasqua che è la principale del nostro cristianesimo? Senza poterci confessare, partecipare alla messa, incontrarsi per un augurio e una stretta di mano, portare di persona il saluto a parenti e amici! (Tralascio i viaggi corti e lunghi). Ma, paradossalmente mi sembra di poter dare anche una risposta, la mia certamente, che potrà essere o meno condivisa.

La Pasqua rivive nel nostro cuore! La gioia pasquale è eminentemente interiore, intima, spirituale. Per essere vera ha bisogno di poco ( se così si può dire ): fede sincera e tanta umanità. E il luogo dove ci si può maggiormente esprimere con fede e amore è la famiglia! Il testo del vangelo di Giovanni ci viene in aiuto. Gesù dice alla samaritana: « Credimi donna; viene l'ora , ed è già giunta, che né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. I veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; poiché il Padre cerca tali adoratori. Dio è Spirito; e quelli che l'adorano, bisogna che l'adorino in spirito e verità». Una verità che risulta ancora più evidente se andiamo a ricercare le motivazioni che portavano tante persone in chiesa quasi solo a Natale e Pasqua: le tradizioni da rispettare! Ma senza vita e senza l'impegno di crescere nella fede e nella carità.

Il dover rimanere a casa contro voglia, può far scoprire le vere motivazioni di festeggiare la Pasqua. "Ci sono dei momenti nella vita in cui siamo spinti a porci delle domande fondamentali a riguardo dell'esistenza in generale e a riguardo della nostra stessa esistenza. In questi momenti siamo spinti a lasciare la superficie delle abitudini quotidiane, anche religiose, per guardare più a fondo e vedere che cosa sta sotto la realtà che viviamo e dove si fonda la nostra vita. Sono momenti in cui nello scorrere abituale delle nostre vite si affaccia, quel Mistero che invano cerchiamo di allontanare o di comprendere e afferrare. Sono momenti di grazia in cui emerge se siamo veramente uomini di fede capaci di abbandonarci e farci afferrare da quel Mistero che chiamiamo Dio, risorto, e che è sorgente di vita sempre nuova. La Pasqua 2020 è uno di questi momenti !

Don Antonio